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Il Territorio

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Negli ultimi anni la Val Fortore ha vissuto pesanti contraddizioni, sia a livello socio-economico, sia a livello culturale.
Nella Val Fortore si è registrato un incremento della ricchezza pro-capite derivante, soprattutto, dai redditi percepiti dagli anziani che costituiscono, sul territorio, una componente numericamente rilevante. Contemporaneamente proprio nel nostro territorio si registra un incremento della disoccupazione e sono soprattutto i giovani ad essere tenuti fuori drammaticamente dal mondo del lavoro. La disoccupazione giovanile è un fenomeno di massa impressionante se è vero che la prima occupazione stabile si registra in media intorno ai 35 anni.
L'economia della Val Fortore è stata tenuta in piedi da piccole, piccolissime aziende, quasi tutte a conduzione familiare. La grande impresa, quella assistita dal pubblico, è estranea alle nostre zone; fanno eccezione i "parchi eolici" di cui non si coglie la reale potenzialità a causa di strumentalizzazioni politiche e pseudo – ambientaliste.
Inoltre l'impresa che vivifica la nostra economia e, quindi, produce ricchezza, è stata spesso frutto dei drop-out, delle reazioni, degli abbandoni.
Il limite delle imprese locali si registra nel non creare rete, quindi, come tutti i sistemi chiusi sono destinate a morire. Queste affermazioni, purtroppo. sono diventate un’amara realtà per il nostro territorio; nell'ultimo anno a Montefalcone sono state chiuse tutte le fabbriche con drammatiche conseguenze sulla qualità di vita dei cittadini.
Gli indicatori di cui ai punti precedenti determinano un decremento demografico costante, i giovani vanno via o non creano nuovi nuclei familiari, con la conseguenza che i nostri paesi invecchiano e invecchiano rapidamente. Il rapporto nascita/mortalità in generale si attesta su 1/5.
Le politiche di sviluppo territoriali trovano difficoltà nel dare risposta alle domande correlate con gli scenari descritti. Mancano patti di stabilità a sostegno di uno sviluppo sostenibile.
A livello socio-culturale l'autoreferenzialità, il personalismo sono abitudini "mentali" ancora radicate; il mettersi insieme, il creare legami è difficile con il conseguente freno al cambiamento.
Sono presenti luoghi di associazionismo (circoli, enti, parrocchie, ecc) ma spesso operano separatamente. Insufficienti sono i servizi per l'infanzia; la prima esperienza in tal senso è partita da pochi mesi nell'ambito delle iniziative promosse dalla L. 328. L'attenzione alle esigenze dell'infanzia da parte degli adulti fa registrare, di norma, comportamenti ed azioni più diffusamente orientati al soddisfacimento dei bisogni materiali e non a quelli di reale crescita.
Del tutto assenti i servizi per l'adolescenza: mancano luoghi di socializzazione per una sana fruizione del tempo libero.
Nonostante il dato esiguo della popolazione e la lontananza dalla realtà metropolitana si sta diffondendo e massicciamente affermando la problematica relativa alle dipendenze.

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